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Concorso “Un ospedale con più sollievo”

Per sensibilizzare la coscienza collettiva dei più giovani e stimolarli verso la tematica del sollievo, è nato il concorso denominato “Un ospedale con più sollievo”, bandito dal 2007 e promosso da: Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, UCIIM (Unione Cattolica Italiana di Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori), Fondazione Alessandra Bisceglia, Associazione “Attilio Romanini” onlus.

Il concorso beneficia anche del patrocinio e della collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

L’iniziativa è rivolta agli alunni delle scuole dell’infanzia, a quelli delle scuole di livello primario, di livello secondario di primo e secondo grado, agli studenti universitari ed a bambini e ragazzi che vivendo una situazione di ospedalizzazione, frequentano le scuole di ogni ordine e grado presso le strutture ospedaliere.

Il concorso ha come obiettivo quello di educare alla cultura del sollievo attraverso l’espressione creativa, coinvolgendo non solo giovani alunni e studenti, ma anche, indirettamente, le loro famiglie ed insegnanti. Un esercizio creativo, come rappresentare il sollievo attraverso un disegno, un racconto, un videoclip, un plastico o altra produzione artistica, può efficacemente contribuire ad educare alla cultura del sollievo.

Edizione 2022

Scarica il bando per maggiori informazioni

Scuole vincitrici edizione 2022

Il 13° concorso “Un ospedale con più Sollievo”, premi a scuole e studenti della Calabria, Emilia Romagna e Puglia

Patrocinato e promosso da Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti, Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori, Fondazione Alessandra Bisceglia VIVA Ale Onlus, Associazione “Attilio Romanini”. L’’iniziativa è rivolta agli alunni delle scuole dell’infanzia, a quelli delle scuole di livello primario, di livello secondario di primo e secondo grado, agli studenti universitari e a bambini e ragazzi che, vivendo una situazione di ospedalizzazione, frequentano le scuole di ogni ordine e grado presso le strutture ospedaliere. Ciascuno dei sei premi consiste in una borsa di studio di 500,00 euro.

Scuola dell’infanzia

VINCE IL PREMIO PER IL MIGLIOR ELABORATO REALIZZATO DALLA SCUOLA DELL’INFANZIA:

Istituto Comprensivo Catanzaro Nord Est “Alessandro Manzoni”
Sezione Unica Plesso “Piterà”

Via Bambinello Gesù Catanzaro

Per avere evidenziato, attraverso un plastico costruito con l’impiego creativo di materiale da riuso, come la sofferenza possa trovare sollievo allentando la morsa della solitudine che spesso l’amplifica, facendo sentire la vicinanza affettuosa dei compagni di classe, degli insegnanti e delle persone care ai piccoli ricoverati in una stanza di ospedale, fin quasi ad annullarne idealmente la distanza con l’aula della scuola.

Scuola Primaria

 

VINCE IL PREMIO PER IL MIGLIOR ELABORATO REALIZZATO DALLA V CLASSE DELLA SCUOLA PRIMARIA

Istituto Comprensivo “G. Sabatini”
Scuola Primaria Borgia Centro
Classi 5°A e 5°B
Via Aldo Moro, 10 Borgia (CZ)

 

Portare sollievo a chi soffre è possibile e molte volte è più semplice di quanto si possa immaginare: si può donare la propria presenza, parole affettuose, un segno di partecipazione animato dalla propria creatività o talento. Questo l’insegnamento che, grazie alla guida della propria insegnante, hanno appreso gli alunni di scuola primaria e raccontato creativamente in un opuscolo che testimonia come sia possibile sensibilizzare alla cultura del sollievo i più piccoli con metodo e semplicità.

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Scuola Secondaria di primo grado

VINCE IL PREMIO “GESUALDO NOSENGO” PER IL MIGLIOR ELABORATO REALIZZATO DALLA DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Istituto Comprensivo “Budrio”
Scuola Secondaria di Primo Grado “Quirico Filopanti”
Classe 3° E
Via Giovanni XIII, 2 Budrio (BO)

Per aver saputo esprimere il concetto di sollievo con una visione iconografica plastica ed eccellente che ruota attorno alla simbologia delle mani. Esse non solo riconducono a significati di accoglienza e di empatia, ma soprattutto sono segno concreto di vicinanza al malato: essere accarezzati, abbracciati, fisicamente sollevati, curati e accuditi fa sì che il dolore sia più sopportabile e la solitudine meno pungente. Rende più potente il messaggio iconografico la commovente poesia che lo accompagna:

“Ti aiuterò con la forza di un abbraccio,
riparerò la tua anima con la cura della speranza.
Solleverò con le mie mani i macigni che ti opprimono.
Il tuo dolore sarà un po’ anche il mio,
e il mio conforto sarà il tuo sollievo.”

Scuola secondaria di secondo grado

VINCE IL PREMIO “ANNA MARIA VERNA” PER IL MIGLIOR VIDEOCLIP

Liceo Scientifico-Artistico Statale “Galileo Galilei”
Classe 2°A CAMBRIDGE
Via Generale Planelli N.C.
Bitonto (BA)

Attraverso il linguaggio audiovisivo, il videoclip ha mostrato in modo efficace, sia per lo stile narrativo diaristico, sia per un uso lodevole di metafore ed emozionante poesia, come il sollievo non sia solo un fatto intimo, limitato a chi lo sperimenta, ma che ha bisogno di essere condiviso in relazioni di cura, di amore e di amicizia per manifestarsi ed esprimere il suo potenziale più alto di liberazione dal dolore.

 

Scuola ospedaliera :

VINCE IL PREMIO “GIGI GHIROTTI” RISERVATO ALLE “SCUOLE OSPEDALIERE

Scuola Ospedaliera
Ospedale “Cardinale Massaia”
Sezione Unica
Corso Dante,202 Asti

Per aver sintetizzato, attraverso una sequenza di immagini e di colori in vivace progressione ascendente, la dinamica del sollievo espresso con una efficace metafora: la mongolfiera che si solleva quando ci si libera dalla zavorra della sofferenza, del dolore e dell’angoscia grazie alle cure amorevoli dei professionisti e delle persone care.

Università:

VINCE IL PREMIO “ALESSANDRA BISCEGLIA” RISERVATO ALLA SEZIONE UNIVERSITARIA LO STUDENTE

Allodi Lorenzo
Tecniche di Radiologia Medica per immagini e radioterapia
Università Degli Studi di Parma
 

Per la sua efficacia narrativa e per aver individuato tematiche di coinvolgimento per i giovani volontari che intraprendono con coraggio un percorso di vita aperto agli altri e a credere nella forza della relazionalità e dell’empatia anche tra le pareti bianche dell’ospedale.